Non esistono al mondo uomini non interessanti.
I loro destini sono come la storia dei pianeti.
Ognuno ha la sua particolarità,
non ha un pianeta che gli sia simile.
Se uno viveva inosservato e amava questa sua insignificanza,
proprio per la sua insignificanza egli era interessante fra gli uomini.
Ognuno ha il suo segreto personale.
In quel mondo c’è l’attimo felice,
c’è in quel mondo l’ora più terribile,
ma tutto ci resta sconosciuto.
Quando un uomo muore,
muore con lui la sua prima neve,
il suo primo bacio, la sua prima battaglia…
Tutto questo egli porta con sé.
Rimangono certo i libri, i ponti,
le macchine, le tele dei pittori.
Certo, c’è molto destinato a restare,
eppure sempre qualcosa se ne va.
È la legge di un gioco spietato.
Non sono uomini a morire ma mondi.
Ricordiamo gli uomini terrestri e peccatori, ma che sapevamo di loro?
Che sappiamo dei nostri fratelli, degli amici?
Di colei che ci appartiene?
E del nostro stesso padre, tutto sapendo, non sappiamo nulla.
Gli uomini se ne vanno… e non tornano più, non risorgono i loro mondi segreti.
E ogni volta vorrei gridare ancora
contro questo irrevocabile destino.
Evgenij Evtušenko (via ardesia)
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